storie di boccassuolo


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antico matrimonio

IL LIBRO

Una volta, quando ci si sposava, si facevano le cose in grande: il matrimonio non riguardava solo la coppia che andava all’altare col seguito di amici e parenti, ma finiva per coinvolgere più o meno tutti gli abitanti del borgo, col tipico cerimoniale in cui si fondevano religione, tradizioni e cultura popolare. Le usanze e i costumi nuziali variavano da zona a zona: ogni versante appenninico vantava un proprio modus operandi, risultato di antiche pratiche che oggi sono andate perdute.
Nei vari borghi della Val Dragone, così come a Boccassuolo, le ragazze in età da fiori d’arancio, prima del fatidico <<Sì, lo voglio>>, dovevano sottoporsi a una serie di prove per conoscere le reali intenzioni dei loro fidanzati. Nelle stesse prove potevano cimentarsi le ragazze single per avere la certezza che non sarebbero rimaste zitelle. Molto in voga era il gioco dei tre fagioli, diffuso con qualche variante anche in pianura, così come il gioco del mazzolino di fiori: colto al tramonto della vigilia di San Giovanni Battista (23 giugno) e messo sotto il cuscino, il mazzolino avrebbe ispirato l’apparizione in sogno del giovane da sposare [continua].

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